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Il miglior modo per servire i soft drink
I dettagli che fanno la differenza e sono alla tua portata
Qualche giorno fa veniva presentato il Rapporto Annuale della ristorazione della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), un documento che riteniamo importante per tutte le accurate informazioni di mercato e le proiezioni di consumo che contiene.
Nel complesso emerge un dato chiaro, stando alle rilevazioni: i consumatori sono e saranno tendenzialmente più cauti negli acquisti.
E cosa significa questo, per chi fa ristorazione? È per forza una brutta notizia?
No. Significa che la partita si giocherà sempre di più sul servizio che offrite, sulla completezza dell’offerta, sul modo di raccontare i prodotti e le scelte che conducete nel vostro locale.
Premessa: il No/Low Alcol è un’opportunità
In questi mesi vi abbiamo già parlato di No Alcol e Low Alcol, raccontandovi di numeri in crescita e di una fetta di popolazione da intercettare, in particolare le giovani generazioni. Oggi stiamo sull’argomento con un affondo sui soft drink, nello specifico le referenze a marchio Coca-Cola.
Le bevande le conoscete già, ed ora sono anche in offerta nel nostro assortimento: CocaCola Original Taste, CocaCola Zero, CocaCola Zero Zucchero e Zero Caffeina, Fanta e Sprite (in casse da 24 bottiglie, 100% riciclabili).
La bibita in vetro: perché?
Ci soffermiamo sulla prima, sulla CocaCola Original Taste (la classica per intenderci, che non ha bisogno di presentazioni né tra il pubblico adulto, né tra i giovanissimi) ma il discorso vale anche per tutte le altre bevande sopra citate.
Coca-Cola classica è diventata iconica a livello globale per tanti fattori e grazie, anche, alla bottiglia di vetro, ce lo ricordiamo?
La bevanda fu inventata l’8 maggio 1886 ad Atlanta, in Georgia.
Mentre la peculiarissima bottiglia contour, quella che conoscete tutti e che vi riportiamo qui sotto, comparse trent’anni dopo, nel 1916, probabilmente ispirata al corpo sinuoso dell’attrice Mae West.
Oltre ad essere diventata oggetto di collezionismo, sulla bottiglia contour vige da tempo un marchio registrato da Coca-Cola Corporation.
Negli anni la bevanda in lattina si è fatta strada ma la versione in vetro ha degli attributi che un ristoratore che ambisce al meglio per i propri clienti non dovrebbe ignorare.
La bottiglia in vetro è sinonimo di storia, autenticità ed esclusività
Il vetro, infatti, consente una migliore conservazione del prodotto, una gasatura e una temperatura più a lungo, ed è esteticamente più efficace in un contesto di consumo fuori casa, sia esso un ristorante, un bar specializzato, una pizzeria.
A proposito di questo: ricordate che il punto, d’ora in avanti, non sarà più far sentire i clienti del vostro ristorante ‘come a casa’ ma ‘meglio di casa’.
Dovete, in altre parole, garantire esclusività, privilegio, un servizio sempre riconoscibile ed elegante.
Se a casa il consumatore beve solitamente la bevanda in plastica o in lattina, al ristorante deve trovarla il vetro.
È la cura dei dettagli che farà la differenza.

Di temperatura e accortezze
E allora, se volete curare i dettagli, oltre a scegliere il packaging in vetro, servitela alla temperatura consigliata dal team Coca-Cola: 3°C, per un sorso fresco e piacevole.
In aggiunta, 2/3 di ghiaccio e una fetta di limone.
Il consiglio è di aprirla sempre davanti al cliente e servirla nel bicchiere originale, anche questo fa la differenza: è il cosiddetto “Perfect Serve”, che garantisce un aumento delle rotazioni e quindi un’importante opportunità di guadagno.
E, perché no, potreste raccontare qualche aneddoto (per esempio quello sull’origine della bottiglia, ora che l’abbiamo ripassato!) a patto che l’ospite che avete davanti sia predisposto all’ascolto; oppure, semplicemente, potreste motivare la vostra scelta del packaging in vetro con una semplice battuta.
Trattare il soft drink come un’altra qualsiasi bevanda, nel servizio e nelle accortezze, vi aiuterà a fare colpo sul cliente.




